Luna Vuota

🌑 “La notte del Collezionista – Parte II: Luna Vuota”


La luna era sparita. Non nascosta da nuvole, non velata da nebbia. Semplicemente… assente. Come se il cielo avesse deciso di chiudere un occhio. E in quella notte senza luce, Derry sembrava più vecchia. Le strade si piegavano in angoli che non c’erano il giorno prima, e le finestre riflettevano stanze che non appartenevano alle case.

Ellie aveva tredici anni ora. Non disegnava più. Da mesi, la carta rimaneva bianca, e le matite si spezzavano appena toccavano il foglio. Qualcosa le aveva tolto l’immaginazione. O forse l’aveva portata via con sé.

Quella notte, mentre il mondo sembrava trattenere il respiro, Ellie sentì bussare. Tre colpi secchi. Non alla porta, ma alla parete della sua stanza. Dietro il muro c’era solo terra. O almeno, così pensava.

Scese dal letto, con la sensazione che il tempo si fosse piegato. Aprì la porta della sua camera e trovò un corridoio che non esisteva. Le pareti erano fatte di carta ingiallita, e ogni foglio aveva un disegno: i suoi. Ma distorti. Il Collezionista era tornato, ma non come prima. Ora era parte di lei. O forse lei era parte di lui.

Alla fine del corridoio c’era uno specchio. Ellie si avvicinò. Il suo riflesso non aveva occhi. Solo due buchi neri, profondi come la notte sopra Derry. E dietro di lei, nel riflesso, la lanterna si accese. Ma non c’era nessuno a tenerla.


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