Luna Rossa – Episodio III: Il Silenzio di Cold Hollow


Luna Rossa – Episodio III: Il Silenzio di Cold Hollow

Cold Hollow era un villaggio dimenticato da Dio e dagli uomini, incastonato tra le montagne del Maine, dove il vento sembrava sussurrare segreti antichi. Nessuno ci passava più, tranne i camionisti che sbagliavano strada e i cacciatori che non tornavano mai.

La notte dell’eclissi lunare, la Luna Rossa si alzò come un occhio insanguinato sopra la foresta. I vecchi del paese dicevano che ogni 33 anni, quando la luna diventava rossa come il peccato, Cold Hollow si svegliava.

Maggie, una bibliotecaria in pensione, aveva trovato un diario nascosto tra le assi del pavimento della vecchia scuola abbandonata. Era scritto da un bambino di nome Eli, scomparso nel 1966. Le ultime righe dicevano: “La Luna mi ha parlato. Dice che tornerà. Dice che mangerà il silenzio.”

Quella notte, Maggie decise di restare sveglia. Alle 2:17, il cielo si oscurò. Il silenzio cadde come una coperta troppo pesante. I cani smisero di abbaiare. Le foglie non si muovevano. E poi… il canto.

Un suono basso, profondo, come un coro di voci che non erano mai state umane. Proveniva dal bosco. Maggie uscì con la torcia, seguendo il suono. I suoi passi la portarono al vecchio pozzo, quello che avevano sigillato dopo che il reverendo Carter era impazzito e aveva detto che “qualcosa” viveva sotto.

Il pozzo era aperto.

Dentro, non c’era acqua. Solo buio. E occhi. Decine di occhi rossi, che la fissavano. E poi, una voce: “Bentornata, Maggie.”

La torcia cadde. Il canto si interruppe. Il silenzio tornò. Ma Cold Hollow non era più lo stesso.


La Luna Rossa tornerà. E Cold Hollow aspetta.

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